Rubaldo Merello, pur essendo a pieno titolo annoverato tra i pittori liguri, è nato in realtà in una frazione del comune di Madesimo, in Valtellina, nel 1872: qui infatti si era trasferito per lavoro il padre Pietro, genovese, ispettore delle dogane.

La sua carriera artistica si sviluppò principalmente tra la fine dell’800 e i primi decenni del ‘900, un periodo di profondi cambiamenti e innovazioni nel mondo dell’arte. Merello lasciò un’impronta unica nel panorama artistico ligure e italiano, distinguendosi per il suo stile eclettico e la sua capacità di fondere tradizione e modernità.

La formazione artistica di Merello iniziò all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, città in cui la famiglia si trasferì a partire dal 1881, dove studiò sotto la guida di dei professori di disegno geometrico e decorativo G. Zandomeneghi e G. Ratto e dello scultore G. Scanzi. Mosse in questi anni i primi passi nell’ambiente artistico dedicandosi alla scultura e aprendo un proprio atelier a Nervi.

I primi anni della carriera di Merello furono caratterizzati da una lunga assenza dalle scene ufficiali, a cavallo tra fine ‘800 ed inizio ‘900, e dal passaggio, negli stessi anni, dalla scultura alla pittura come principale espressione artistica. Il suo stile, in tal senso, fu influenzato dal movimento dei divisionisti e dalla pittura di paesaggio, che caratterizzava la tradizione artistica ligure dell’epoca.

Gli anni più fecondi della carriera artistica di Merello sono quelli che precedono la grande guerra: risalgono a questi anni, durante i quali l’artista ottenne una cattedra all’Accademia Ligustica e si trasferì a Portofino, molti dei suoi paesaggi celebri in cui catturò la bellezza della costa ligure e delle sue montagne, utilizzando una tavolozza di colori vivaci e una pennellata decisa per rappresentare la luce e l’atmosfera unica della regione. I suoi dipinti di marine, in particolare, divennero famosi per la loro capacità di trasmettere la forza e la bellezza del mare. Merello spesso dipingeva en plein air, catturando le impressioni e le sensazioni suscitate dai luoghi che visitava.

Gli anni della guerra segnarono il ritorno fecondo alla scultura, attività che accompagnò l’artista fino all’ultimo: Merello morì nel 1922, all’età di soli 50 anni, ma lasciando un’eredità artistica significativa. Le sue opere si trovano oggi in musei e collezioni private in tutta Italia e all’estero, e la sua influenza può essere vista in molti artisti successivi, soprattutto in Liguria. La sua capacità di fondere tradizione e innovazione, di unire la bellezza classica con uno sguardo moderno, continua a ispirare e affascinare gli amanti dell’arte ancora oggi.

Pittori liguri: Sexto Canegallo