Sexto Canegallo, nato a Genova Sestri Ponente il 2 febbraio 1892, è stato un pittore italiano noto per le sue composizioni filosofiche e la tecnica originale. La sua formazione artistica ebbe luogo a Genova, presso l’Accademia Linguistica, dove sviluppò il suo stile unico e la sua passione per la pittura.

Le prime mostre personali di Canegallo furono organizzate in Italia e all’estero già nei primi anni ’20, a Genova, Roma e Parigi. Le sue opere attirarono l’attenzione per la loro natura contemplativa, spesso esplorando i bisogni primordiali dell’uomo e simboleggiando vari momenti della vita umana. La tecnica di Canegallo era caratterizzata da un approccio ritmico e fantastico, con figure che si muovevano in atmosfere oniriche create da onde di colore.

Già nel 1912, con “Bambini che pescano”, Canegallo dimostrò una tendenza verso il divisionismo, risolvendo pittoricamente l’opera in maniera simile a quella di Luxardo. Questa tendenza divenne più evidente nel dipinto “Ragazzo ardimentoso”, dove utilizzò una tecnica divisionista a puntini. Nel 1915 creò “Carnevale”, che mostra chiare influenze di Cominetti e Nomellini, con il colore disposto in maniera concentrica che anticipava le sue future sperimentazioni.

L’incontro con il pittore Romolo Romani a Milano nel 1914 fu determinante per la sua evoluzione artistica. Canegallo, come Romani, iniziò a organizzare le sue opere in cicli e adottò una pittura simbolico-scientifica basata su schemi geometrici e sullo studio delle irradiazioni della luce. Questo approccio portò a una delle sue mostre più importanti, a Roma nel 1920, dove espose 50 opere presso il foyer del teatro Argentina. La stessa mostra fu poi replicata a Genova, al Teatro Carlo Felice.

Nel 1925, Canegallo espose a Parigi, alla Galerie La Boetie, presentando le sue opere a un pubblico internazionale. La sua tecnica unica e le sue composizioni piene di significato attirarono l’attenzione di critici e collezionisti, consolidando la sua reputazione come artista originale e contemplativo.

Le opere di Canegallo spesso esploravano temi universali e le sue figure, immerse in atmosfere sognanti, riflettevano sui bisogni e sulle esperienze umane. La sua tecnica ritmica e il suo uso del colore creavano un senso di movimento e di emozione nelle sue tele, rendendo le sue composizioni filosofiche ancora più coinvolgenti.

La carriera di Canegallo si sviluppò nel corso di diversi decenni, e le sue opere continuano ad essere apprezzate e studiate ancora oggi. La sua abilità nel catturare l’essenza della natura umana e nel tradurla in composizioni artistiche uniche lo ha reso un pittore di fama duratura, la cui eredità arricchisce il panorama artistico italiano del Novecento.

La vita e l’arte di Sexto Canegallo sono un testamento alla sua visione unica e alla sua abilità nel tradurre idee complesse in opere d’arte coinvolgenti e piene di significato. Le sue mostre personali in Italia e all’estero hanno lasciato un’impronta duratura, ispirando generazioni di artisti e appassionati d’arte. Le sue tele continuano a incantare e a trasmettere emozioni, rendendo omaggio al suo talento e alla sua visione artistica.

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