Se consideriamo il secolo che intercorre tra la metà circa dell’Ottocento e la fine della Seconda Guerra mondiale, la pittura ligure offre un’ampia rosa di artisti che produssero opere di assoluto valore e dagli stili molto vari.

Un caleidoscopio di espressioni artistiche
Si passa dall’influenza del romanticismo su artisti quali Cambiaso e Ippolito Caffi, al realismo di artisti come Luxoro o Pennasilico, dal simbolismo di Merello alle nature morte o ai paesaggi di Alberto Salietti.

La pittura del mare
Non poteva mancare nel repertorio ligure la rappresentazione dell’elemento forse principe tra quelli che il territorio offre: il mare.
Pittori come Belloni e Mariani vengono definiti “i pittori del mare”, grazie alla scelta di eleggere le marine a soggetto preferito.

Il percorso che muove alla scoperta della pittura ligure è realmente ricco e variegato, denso di capolavori poco conosciuti e da una costante spinta verso il rinnovamento, forse prodotta dalla naturale tendenza della Liguria ad essere porta d’accesso e ponte tra le culture.

La ricerca e la pittura nuova
Autori come Sexto Canegallo o Giuseppe Cominetti bene incarnano lo spirito inquieto e sensibile dei primi decenni del Novecento, snesibile all’estetica simbolista ma anche ai dettami della velocità futurista teorizzata da Filippo Tommaso Marinetti.

L’Accademia Ligustica di Belle Arti
Ruolo centrale nella storia dell’arte ligure in questo periodo ebbe l’Accademia Ligustica di Belle Arti che, fondata a metà 1700, riunì le funzioni didattiche di una scuola e quelle divulgative di un museo.