La poltrona è un oggetto che affonda le radici nella storia dell’arredamento: l’antenato della poltrona contemporanea nasce infatti nel Rinascimento, quando si cominciò a sentire l’esigenza di avere un’alternativa più comoda alla sedia. Nacquero così delle grosse sedie con seduta più comoda.

È tuttavia con i mobilieri francesi del ‘600 che la poltrona ottiene un ruolo di maggior prestigio nell’arredamento: le forme si allargano, si inizia a far ricorso a tessuti imbottiti e decorati, a legni dorati e a seta.
Durante l’epoca barocca e rococò le forme si fanno sinuose e alla poltrona vengono addirittura aggiunte “le orecchie” ed un cuscino separato per la seduta, come nel caso della Bergère francese, gli schienali diventano concavi come nel modello “a pozzetto”, o gli schienali intagliati come nella poltona à la reine, mentre lo stile Chippendale in Inghilterra prevede invece linee più austere.

Se già in epoca neoclassica, con il recupero dell’estetica e della storia greca e romana, ci si allontana dagli “eccessi” barocchi, è con la fine dell’epopea napoleonica, la restaurazione e l’ascesa della borghesia che si torna anche sul continente a linee più semplici: anche la poltrona diventa un’oggetto funzionale, legato ad un uso quotidiano.

Nel ‘900 movimenti come il Liberty o la Bauhaus pongono attenzione anche a questo arredo, utilizzando linee morbide e decorazioni floreali il primo, mentre il secondo ne rivoluzionerà il concetto aprendo a linee rette, a materiali nuovi e forme essenziali, che influenzano sia il periodo successivo alla seconda guerra mondiale che il gusto contemporaneo.

Oggi la poltrona è diventata un oggetto quasi insostituibile in ogni casa, un pezzo d’arredamento assolutamente necessario al relax e alla convivialità di ognuno di noi

Scopri quali sono i legni più usati nella storia dell’arredamento.