Ebanisti francesi e tedeschi, chiamati in Francia direttamente da Maria Antonietta, sono i protagonisti dello sviluppo delle tecniche che trasformarono i mobili in vere e proprie piccole opere d’arte.

Tra gli ebanisti francesi si distinsero Jean-Henri Riesener, Georges Jacob, Charles Saunier, Jean Leleu, Nicolas Petit, René Dubois. Adam Weisweiler, David Roentgen, Bernard Molitor, Wilhelm Bennemann e J. Stockel furono invece i principali maestri arrivati dalla Germania.

Le tipologie di mobili rimasero invariate rispetto al regno di Luigi XV:
– La commode, il cassettone, era molto diffusa e venne affinacata dalla “commode à encoignure”, ovvero da un mobile che ai cassettoni affiancava due angoliere e che poteva raggiungere i 3 metri di sviluppo in larghezza.
– La scrivania, in francese Bureau plat, si arricchisce di scanalature e di ornamenti bronzei
– Il Meuble à bijoux è il cabinet in cui le dame ripongono gioielli e bijoux
– Il “table à la Tronchin” era un tavolo multifunzione che, grazie a estensioni e ad un piano inclinabile, poteva servire per scrivere o disegnare sia stando seduti che in piedi. Il suo nome è legato al medico svizzero Théodore Tronchin che lo consigliava ai pazienti che lavoravano per troppe ore da seduti.
David Roentgen fu abile progettista di questi tavoli, tanto da divenire fornitore di Caterina la Grande di Russia.

Si moltiplicano inoltre i “gueridons”, i “servants”, le chiffonières e i vide-poches, mentre tra i letti i più diffusi erano quelli “à la Artois”, ovvero a baldacchino fissato alla parete, à la polonaise o quelli à la duchesse, con tende corte che permettevano di vedere la persona che occupava il letto.