IL REGNO DI LUIGI XV: 1723 – 1774

Nel 1723, a circa 8 anni dalla morte di Luigi XIV, cui era seguita una reggenza di circa 8 anni da parte di Filippo II d’Orleans, salì al potere Luigi XV, che all’epoca della morte di Luigi XIV era troppo giovane per salire al trono: fu un’epoca di eleganza e raffinatezza, dove ogni elemento concorreva a creare un’armonia perfetta.

L’armonia dell’insieme era il fulcro dello stile Luigi XV. Pittura e scultura si fondevano con l’arte decorativa, creando un’estetica unica. Nato come stile per le sedie, il rococò si diffuse rapidamente a tutte le arti del tempo. Libri e ornatisti lo definiscono “rocaille”, sottolineando la sua completezza nei progetti di decorazione d’interni. L’ebanisteria francese del XVIII secolo raggiunse l’apice proprio sotto Luigi XV, producendo squisiti mobili rococò per le numerose dimore della corona e della nobiltà.

La sua influenza nelle arti e nel design francese dell’epoca fu fortemente influenzata dal potere che assunse una delle favorite, M.me Pompadour, che soggiogò letteralmente il re ma a cui è dovuto lo sviluppo delle arti sotto il suo regno.

LE TRE FASI DELLO STILE LUIGI XV

La prima fase dello stile denominato Luigi XV, che arriva fino al 1730 circa, è di fatto una prosecuzione dello stile del bisnonno Luigi XIV mentre, a partire dal 1730 lo stile divenne più originale ed esuberante e prese il nome di “Rocaille”.
Il trionfo dell’estetica di M-me Pompadour si esprime nei ricchi effetti coloristici, negli intarsi, nelle forme capricciose, mentre a partire dal 1750 si diffonde il gusto neoclassico e con linee più sobrie che richiamano l’antichità greca e romana.

L’arredamento e il mobilio occupano un posto di rilievo nella nuova estetica transalpina del periodo, tanto che a corte vennero chiamati ebanisti, orafi, tappezzieri e una grande varietà di artigiani a cui vennero affidati decorazioni e lavori di ogni tipo. Nuovi mobili o nuove interpretazioni di quelli esistenti fecero la loro apparizione.