Il fascino del mobile barocco genovese

Il mobile barocco genovese rappresenta un capitolo unico e affascinante nella storia del design d’interni, caratterizzato da opulenza, eleganza e una ricca decorazione. Genova, una potente e prospera città portuale durante il XVII e XVIII secolo, sviluppò uno stile distintivo di mobili barocchi che rifletteva la ricchezza e il gusto sofisticato delle sue famiglie nobili. In questo articolo, esploreremo le caratteristiche distintive del mobile barocco genovese, con un focus particolare su stipi, cassettoni a bambocci e l’utilizzo di fregi con putti e figure femminili. Inoltre, esamineremo l’opera di uno dei più celebri scultori del periodo, Filippo Parodi.

Lo sfarzo del barocco genovese
Il periodo barocco, fiorito in Europa tra il XVII e il XVIII secolo, portò un senso di drammaticità e opulenza nel design del mobile. Genova, con la sua vivace attività commerciale e i suoi legami con l’Oriente, sviluppò uno stile barocco unico, influenzato da elementi classici, orientali e locali. I mobili barocchi genovesi erano caratterizzati da forme elaborate, decorazioni intricate e l’uso di materiali preziosi.

Stipi e cassettoni a bambocci
Due dei pezzi più iconici del mobile barocco genovese sono lo stipo e il cassettone a bambocci. Lo stipo, un armadietto alto e stretto, spesso decorato con intarsi in legno o pietre dure, era utilizzato per conservare documenti importanti e oggetti di valore. Il cassettone a bambocci, invece, era un cassettone con un fronte decorato da intagli raffiguranti bambocci, ovvero figure di bambini giocosi e vivaci. Questi mobili, spesso realizzati in legno di noce o mogano, erano riccamente intagliati e decorati con fregi intricati.

Fregi con putti e figure femminili
Una caratteristica distintiva del mobile barocco genovese è l’utilizzo di fregi con putti e figure femminili. Questi elementi decorativi, spesso scolpiti in legno o realizzati in stucco, aggiungevano un tocco di eleganza e grazia ai mobili. I putti, raffiguranti bambini alati, erano spesso rappresentati in pose giocose, con ghirlande di fiori o frutti. Le figure femminili, note come cariatidi, erano utilizzate come colonne decorative, con corpi sinuosi e volti espressivi. Questi elementi decorativi riflettevano l’influenza classica e l’amore per la bellezza ideale tipico del periodo barocco.

La scultura di Filippo Parodi
Filippo Parodi, nato a Genova nel 1630, fu uno dei più celebri scultori del periodo barocco genovese. La sua opera ebbe un profondo impatto sul design del mobile, con le sue sculture spesso integrate nei mobili o utilizzate come fonte di ispirazione per gli intagli. Parodi era noto per le sue sculture in marmo e stucco, che raffiguravano figure religiose, mitologiche e allegoriche. Le sue opere, caratterizzate da un’elegante fluidità e un’attenzione ai dettagli, influenzarono profondamente gli artigiani e gli ebanisti genovesi.

Le sculture di Parodi spesso decoravano i mobili barocchi genovesi, con figure di putti, angeli e divinità che adornavano schienali, gambe e frontoni. La sua capacità di catturare l’emozione e il movimento nelle sue sculture aggiungeva un senso di dinamismo e teatralità ai mobili. La collaborazione tra scultori e artigiani era comune a Genova, portando a creazioni uniche e raffinate.

Conclusione
Il mobile barocco genovese rappresenta un’era di sfarzo e maestria artigiana. L’utilizzo di stipi, cassettoni a bambocci e fregi con putti e figure femminili ha definito lo stile unico di Genova durante il periodo barocco. L’influenza di scultori come Filippo Parodi ha lasciato un’impronta duratura, con le sue sculture che continuano a ispirare e affascinare. Oggi, i mobili barocchi genovesi sono apprezzati per la loro bellezza, artigianalità e capacità di portare un tocco di opulenza e storia agli spazi moderni.

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