Traendo ispirazione per i motivi ornamentali dalla mitologia, dalla flora, dalla fauna, dall’architettura e dalla guerra, gli ebanisti dell’epoca del Re Sole, ovvero i creatori di mobili di lusso, erano veri e propri servitori di Luigi XIV e, come tali, ne celebravano in questo modo la grandezza.

È in questo periodo che termina l’epoca dei pezzi multiuso e nasce l’era dei mobili personalizzati e specifici per ogni utilizzo.

Jean Charles Lebrun fu responsabile della Manifacture Royale des Gobelins nonché della Manifacture Royale des meubles de la Couronne: ciò gli conferiva poteri assoluti nel poter decidere come gestire i palazzi della corona di Francia, fin nei minimi particolari.

Jean Berain fu il suo successore, introducendo uno stile più leggero mentre André Charles Boulle creò un intarsio rivoluzionario.

Mobili: Il comodino divenne molto di moda, così come i tavoli da salotto, i tavoli da scrittura e le scrivanie. Le sedie erano varie, dalla poltrona con schienale alto e imbottito allo sgabello. Le gambe erano figurative, a balaustro e ad artiglio. Specchi, lampadari e candelabri diventano sempre più comuni.

Materiali e tecniche: I grandi pezzi in legno massiccio erano realizzati in castagno, noce o quercia. A volte erano lasciati al naturale, a volte dipinti con colori vivaci come il rosso o il verde, persino dorati o rivestiti d’argento. L’ebano e i legni pregiati venivano importati a Parigi. Nelle province si utilizzavano peri e legni naturali. L’intarsio di Boulle alternava effetti di vari materiali minerali e animali: ottone, peltro e argento, oltre a corno, tartaruga, madreperla e avorio.

Ornamento: L’ornamento Luigi XIV era caratterizzato da rigore e simmetria, con composizioni intrise di equilibrio e maestosità. Il sole era l’emblema reale. Si utilizzava il fleur-de-lis. Le modanature rimasero spesse. Abbondano i motivi di volti umani, divinità, fauni barbuti, ninfe, dee, allegorie, arabeschi, cornucopie e fogliame. La decorazione in bronzo dorato era molto diffusa.